I Baustelle sono tornati, più freak che mai
Citano la “California degli innamoramenti” (non quella di Donald Trump) e strizzano l’occhio a certe produzioni rock degli Anni ’60, con richiami alla surf music (con tanto di organo Hammond che ad un certo punto compare nel pezzo). Cantano un “inno al cambiamento, alla trasformazione, alla diversità”, cercando - dicono loro - di “trasmettere un senso di purificazione dal contaminato, una voglia di rottura di catene e di liberazione dalle tossine”, affinché ogni ascoltatore sia “libero di cantare queste parole a modo suo e dare una forma e un volto alla propria personale oppressione”. I Baustelle sono tornati e sono più freak che mai. È al singolo “Spogliami”, che uscirà stasera e che abbiamo ascoltato in anteprima, che Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini hanno affidato il compito di spianare la strada all’uscita del nuovo album “El Galactico”, che a sua volta la spianerà al festival - omonimo - organizzato dal trio per le giornate dell’1 e 2 giugno a Firenze per celebrare all’Anfiteatro delle Cascine i primi venticinque anni della band icona della scena indipendente degli Anni Duemila italiani.
L’album arriverà il 4 aprile, a distanza di due anni dal precedente “Elvis”. Per il singolo che lo anticipa i Baustelle hanno collaborato con Federico Nardelli, già al fianco di Gazzelle e Colapesce-Dimartino. Il brano è caratterizzato da un suono solare, elettrico e teso, mentre il testo è un invito a lasciarsi andare: “È una canzone che parla del desiderio di essere altro rispetto a ciò che si è o si è diventati. È, questo, un sentimento che ha sempre albergato in molti testi delle nostre canzoni ed è il sentimento che in fin dei conti ha provocato la nostra nascita come band tanti anni fa - spiega Bianconi, leader della band - ci siamo formati perché volevamo essere diversi da tutto il resto, diversi dal mondo”.
Viene da citare Nanni Moretti, che non a caso è un grande fan del trio (e spesso, in borghese, va ad ascoltare Bianconi e soci in concerto): “Voi gridavate cose orrende e violentissime e voi siete imbruttiti. Io gridavo cose giuste e ora sono uno splendido quarantenne”, diceva in “Caro diario”. Ecco, applicata ai Baustelle, e a cosa ha rappresentato la band di “Charlie fa surf”, “La guerra è finita” e “Gli spietati”, questa celebre citazione suona così: gli altri gridavano cose orrende e violentissime e gli altri sono imbruttiti. Loro gridavano cose giuste e ora sono degli splendidi cinquantenni. “Questo senso di disgusto, di volontà di spoliazione contenuto nelle parole della canzone lo provo io anche in questo momento, rinnovato e rinvigorito dal momento storico critico che stiamo attraversando”, aggiunge Bianconi.
“El Galactico Festival” sarà la loro Woodstock, una due giorni di peace & love tutta toscana che anticiperà di un mese il venticinquesimo anniversario dall’uscita di “Sussidiario illustrato della giovinezza”, il disco che nell’estate del 2000 cominciò a far circolare il nome dei Baustelle anche al di fuori del circuito della scena indipendente. Ci saranno, dicono loro, “artisti e band nuove, emergenti, ragazzi con cui sentiamo affinità e in cui rivediamo lo spirito che animava i nostri giorni dell’epoca di ‘Sussidiario illustrato della giovinezza’”. E poi “talk e podcast live” e “vinili fatti girare dal pomeriggio al tramonto”. Tra i primi nomi annunciati ci sono quelli di Emma Nolde, i Neoprimitivi, Marta Del Grandi e Bassolino per il dj set. “Il palinsesto è stato pensato per respirare l’essenza del gruppo”, fanno sapere loro. Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini descrivono la kermesse come “un’esperienza immersiva nel cuore della Toscana”, dove tutto è cominciato, ancor prima dell’uscita di “Sussidiario illustrato della giovinezza”, quando Bianconi e Brasini - già membri dei Subterraneans - incontrarono a Montepulciano Bastreghi e diedero inizio a una delle storie più appassionanti dell’indie rock italiano di quel periodo irripetibile.